Grazie ad un recente restauro, gli Eremi di San Benedetto sono stati aperti al pubblico, dopo l'inaugurazione del 3 ottobre 2015.

Eremi di San Benedetto
Eremi di San Benedetto
Scendendo le scale scavate nella roccia, è possibile osservare la particolarità e la bellezza del complesso roccioso plasmato e modellato dall'azione carsica, creando un gioco di specchi e insenature, insolito e suggestivo. 
Al termine della scalinata, sulla sinistra, si scorge una piccola grotta, destinata ad ossario e successivamente murata, ed una grotta più grande, trasformata in cappella rupestre e dedicata a San Michele Arcangelo. 
L'entrata è caratterizzata dalla presenza di un portale a pietra modanata del XV secolo, proveniente dalla soprastante chiesa e qui di seguito riadattato.
Entrando è possibile osservare un vano scavato nella roccia con nicchia absidale e, nelle pareti laterali due grandi affreschi: a destra la rappresentazione del tentato avvelenamento di San Benedetto; a sinistra S. Francesco che tenta di convertire il Sultano; mentre al centro, nella nicchia absidale una Regina Angelorum in trono tra gli Arcangeli Raffaele e Gabriele. 

Tutte le decorazioni e i dipinti sono opera del Rosati e risalgono alla fine del '600. In realtà il complesso rupestre è caratterizzato da un secondo gruppo di grotte non più comunicanti con questa prima area, dove è possibile visitare la cappella dedicata a San Benedetto, ritenuta la sua cella personale. Per accedervi è presente una seconda entrata, in corrispondenza del giardino posto sul retro del convento, ma l'incuria e l'azione del tempo non ne permettono la fruibilità.
Il vano della cappella di San Benedetto, sorretto da un pilone naturale, è in parte scavato nella roccia ed in parte chiuso in una muratura. Al suo interno vi sono due altari: uno più piccolo con una nicchietta a mezzaluna, l'altro realizzato nel 1683 dal Rosati con piccola edicola quadrata al cui interno sono rappresentati San Francesco e San Benedetto in adorazione. 
Nella parte in muratura della cappella, un finestrone permetteva ai fedeli che non potevano accedere alla clausura, di vedere l'altare dalla strada, beneficiando dell'indulgenza.